L'arte è una delle manifestazioni della bellezza più grandi, prova evidente, insieme alla letteratura, della perfezione dell'intelletto umano e dell'indelebile firma divina che porta incisa.

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Dal Castello Estense di Ferrara al “Manifesto dell’arte Animista”

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ferrara2Con la pubblicazione del Manifesto dell’Arte Animista anno“2010” ho voluto suggellare un percorso personale di vita, iniziato nel 2007 con la Mostra “I Quattro Elementi” al Castello Estense di Ferrara (Sede Italiana Ermitage), imperniato in una ricerca artistica-spirituale, relativa all’approfondimento di una duplice tematica: la funzione dell’Espressione Artistica e il “Ruolo” dell’artista inseriti in un contesto socio-culturale contemporaneo.

L’arte, in ogni sua manifestazione, è la più alta espressione umana di creatività e di fantasia, momento unico che permette di esteriorizzare tutta la sconfinata interiorità dell’artista. Nella creazione di un’opera d’arte si assiste alla straordinaria fusione di una fase inconscia, quella della ispirazione, e di una conscia, la concreta realizzazione dell’idea.

In questa situazione, l’artista riesce ad isolarsi da ogni elemento di disturbo e di contrasto, diventando una cosa sola con quanto va producendo. Questa unione quasi mistica e assolutamente speciale dimostra chiaramente quali livelli possa assumere la concentrazione e il ripiegamento interiore. Queste caratteristiche mi hanno indotto a comprendere che il malumore è un sentimento che affiora quando siamo in uno stato mentale oscuro. Non dobbiamo subire le sconfitte, ma con la forza di una invitta speranza scacciamo via l’infelicità. Nella nostra mente possiamo essere vittoriosi, se pure ridotti in cenere. Mentre possiamo essere perdenti credendoci in piedi. Legandoci strettamente ai nostri strati di tristezza ci renderemo incapaci di continuare la battaglia della vita.  Se permettiamo ai malumore di avviluppare la nostra mente, paralizzeremo la nostra volontà.

Liberiamoci di questi stati mentali oscuri, essi sono freni sulle ruote del nostro progresso. Siamo figli di Dio e possiamo superarli. La nostra natura interiore è “spirituale” e noi possiamo vivere al di sopra dei variabili stati psichici. Realizziamo che siamo “anime” e vivremo distaccati dalle tempeste psichiche.

La funzione sociale dell’arte, in un’era moderna dominata dalla meccanicizzazione esasperata e dall’affermarsi di tecnologie che mirano più alla quantità che la qualità, diventa un forte punto di riferimento, per riaffermare l’essenza della natura umana, per esaltare il suo “genio”, inteso come Talento naturale, libero ed estroso, capace di volare per i percorsi infiniti della sua creatività.

L’artista, sia esso scrittore, poeta, musicista, pittore, non può essere inquadrato in schemi rigorosi, né essere analizzato scientificamente, in quanto il suo lavoro, come diceva Kant, è frutto di spontaneità, autenticità, immediatezza, applicate in maniera inconfondibilmente personale.

L’arte, quindi, ha il ruolo di riaffermare la dignità umana e consente di raggiungere l’immortalità.

Le opere figurative, o letterarie, perpetuano, attraverso i secoli, il ricordo e l’importanza di civiltà passate e sono modelli dai quali poter attingere idee e suggerimenti da applicare nel presente.

Grazie a ciò, il mondo dell’arte esteso ad ogni suo settore, “stimola” la fiducia in se stessi e consente di uscire dal piatto conformismo moderno, dalla grigia ripetitività delle azioni, dalla banalità, giungendo in una zona “METAFISICA” dove chi conta è soltanto l’uomo e l’unicità del suo essere interiore cioè: DIO!

 

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